Alla ricerca del senno perduto: politica, social e intelligenza artificiale

Il 23 ottobre 2026 ho partecipato, al Teatro Ivo Chiesa del Teatro Nazionale di Genova, all’incontro “La politica dei furiosi, i social e l’elogio della mitezza di Norberto Bobbio”.

Sul palco Pier Luigi Bersani, Ilaria Cavo e Davide Livermore, per un confronto che, partendo dall’Orlando furioso di Ludovico Ariosto, ha toccato diversi aspetti della società contemporanea.

Uno dei temi più interessanti è stato il cambiamento della comunicazione politica nell’epoca dei social network.

Siamo abituati a ricevere messaggi sempre più brevi e immediati, spesso costruiti per suscitare reazioni piuttosto che riflessioni. Gli algoritmi tendono a proporci contenuti vicini alle nostre convinzioni, creando ambienti nei quali incontriamo sempre meno opinioni differenti. E così anche la politica rischia di inseguire ciò che i follower vogliono sentirsi dire, anziché proporre idee e affrontare problemi complessi.

Da qui il discorso si è allargato alla tecnologia e all’intelligenza artificiale. Strumenti dalle enormi potenzialità, che però sollevano interrogativi importanti sul nostro futuro. Il progresso tecnologico non coincide necessariamente con quello umano: tutto dipende da come scegliamo di utilizzare queste innovazioni e dalla capacità di comprenderne le conseguenze sulla società, sul lavoro e sulle nostre relazioni.

Un’immagine particolarmente suggestiva è arrivata dal teatro stesso. Nell’Orlando furioso, Astolfo raggiunge la Luna per recuperare il senno perduto da Orlando. E proprio il teatro può diventare simbolicamente quella Luna: un luogo dove fermarsi, riflettere, ritrovare il senso delle cose e magari recuperare qualcosa che la frenesia della vita quotidiana ci fa perdere.

Non è un caso che questo incontro sia nato intorno a uno spettacolo teatrale. La cultura può ancora offrire occasioni di confronto e contribuire a sviluppare uno spirito critico.

Infine, una riflessione sui giovani. Spesso vengono descritti come disinteressati alla politica, ma forse non è così. Le loro preoccupazioni riguardano questioni fondamentali come la pace, il clima, i diritti e il futuro. Il problema è anche trovare spazi nei quali possano esprimersi, essere ascoltati e partecipare davvero.

E forse il filo che unisce tutti questi argomenti è proprio questo: in un mondo che corre sempre più velocemente, abbiamo bisogno di conservare la capacità di fermarci, farci delle domande e ascoltare anche chi non la pensa come noi.