Algoritmi: una storia lunga millenni, dalle tavolette d’argilla all’intelligenza artificiale
Festival della Scienza – Genova, 31 ottobre 2026
Sabato 31 ottobre ho assistito a un nuovo incontro del Festival della Scienza di Genova, questa volta dedicato agli algoritmi e alla loro storia, dall’antichità fino alle moderne applicazioni dell’intelligenza artificiale.
La conferenza, intitolata «Gli algoritmi dall’antichità al deep learning», si è svolta nella Sala Chierici della Biblioteca Berio.
Moderata da Daniele Porello, ha visto gli interventi di tre studiosi: Claudio Bartocci, Giuseppe Primiero e Sara Negri, che hanno affrontato l’argomento da prospettive differenti, tra storia della matematica, informatica e logica.
Gli algoritmi esistevano già migliaia di anni fa
La parte che ho trovato più interessante è stata quella storica, raccontata da Claudio Bartocci.
Siamo abituati ad associare gli algoritmi ai computer e all’intelligenza artificiale, ma in realtà si tratta di procedimenti basati su una sequenza di istruzioni che esistono da millenni.
Il relatore ci ha accompagnati in un viaggio partito dalla matematica babilonese, passando per Euclide, la cultura matematica indiana e il mondo arabo, fino alle prime macchine di calcolo.
Mi ha colpito particolarmente un episodio relativo alle antiche tavolette d’argilla mesopotamiche, sulle quali erano scritti anche procedimenti matematici.
Bartocci ha raccontato come alcune tavolette siano giunte fino a noi proprio grazie agli incendi che distrussero gli edifici nei quali erano conservate. Il fuoco, anziché cancellarle, ne avrebbe cotto l’argilla, rendendole più resistenti al trascorrere dei millenni.
Una curiosa contraddizione della storia: ciò che avrebbe dovuto distruggere quelle testimonianze ha contribuito a conservarle.
Da dove viene la parola algoritmo?
Un’altra curiosità riguarda l’origine del termine stesso.
La parola algoritmo deriva dal nome del matematico persiano al-Khwarizmi, vissuto nel IX secolo, il cui nome fu trasformato nelle traduzioni latine dei suoi scritti dedicati al calcolo.
Da un nome proprio è nato così un termine che oggi utilizziamo quotidianamente, spesso senza conoscerne l’origine.
Il percorso storico è proseguito attraverso le macchine progettate nell’Ottocento da Charles Babbage e il contributo di Ada Lovelace, fino ai fondamenti dell’informatica moderna e alla figura di Alan Turing.
Quando gli algoritmi decidono per noi
Giuseppe Primiero ha sviluppato un aspetto che ho trovato particolarmente interessante e attuale: la comprensibilità degli algoritmi e le conseguenze delle decisioni automatizzate.
Un algoritmo tradizionale, scritto attraverso istruzioni esplicite, può essere studiato e seguito nei suoi passaggi.
I moderni sistemi di intelligenza artificiale, invece, possono utilizzare modelli estremamente complessi, addestrati su grandi quantità di dati, rendendo molto più difficile comprendere perché siano arrivati a un determinato risultato.
Il problema diventa particolarmente importante quando questi strumenti sono utilizzati per prendere o suggerire decisioni che riguardano le persone.
Primiero ha ricordato alcuni casi di discriminazione algoritmica, nei quali sistemi automatici hanno riprodotto pregiudizi presenti nei dati utilizzati per addestrarli: dalla selezione del personale alla valutazione del rischio di recidiva, fino alla classificazione delle immagini.
Sono esempi che dimostrano come l’intelligenza artificiale non sia automaticamente imparziale soltanto perché utilizza procedimenti matematici.
Tra dimostrazioni matematiche e programmi
Sara Negri ha affrontato invece il rapporto tra algoritmi, logica matematica e teoria della dimostrazione.
Devo dire che questa è stata, per me, la parte più difficile da seguire. Alcuni passaggi erano decisamente specialistici, con formule e dimostrazioni presentate rapidamente, e non sempre mi sono sembrati sufficientemente divulgativi.
Il tema di fondo era comunque interessante: il rapporto tra una dimostrazione matematica e un programma informatico, e la differenza tra dimostrare che una soluzione esiste e disporre di un procedimento che permetta effettivamente di trovarla.
Tra gli esempi presentati anche il cosiddetto paradosso del bevitore, un curioso esercizio di logica che mostra come un’affermazione possa essere dimostrata vera senza che la dimostrazione indichi necessariamente una persona concreta da scegliere.
Capire è diverso da ottenere una risposta
Nel secondo giro di interventi è emersa anche una questione che mi sembra particolarmente importante.
Oggi possiamo ottenere risposte molto rapidamente, anche a problemi complessi, grazie ai sistemi informatici e all’intelligenza artificiale.
Ma ottenere una risposta significa necessariamente aver compreso il problema e il procedimento che porta alla soluzione?
Claudio Bartocci ha insistito proprio su questa distinzione, ricordando il valore della comprensione umana e della capacità di utilizzare le conoscenze anche in situazioni nuove.
È un argomento che mi interessa particolarmente, perché utilizzo spesso l’intelligenza artificiale e credo che il suo valore maggiore non stia soltanto nel farci risparmiare tempo, ma anche nell’aiutarci a ragionare meglio.
Le mie impressioni
Nel complesso ho trovato la conferenza interessante, anche se meno coinvolgente e accessibile rispetto all’incontro del giorno precedente dedicato all’intelligenza artificiale e alla filosofia.
Ho apprezzato soprattutto la ricostruzione storica e gli esempi concreti sulle conseguenze sociali degli algoritmi.
Alcuni interventi erano invece molto specialistici e, almeno per me, avrebbero beneficiato di spiegazioni più graduali e di qualche esempio pratico in più.
Resta comunque un’occasione utile per guardare con maggiore consapevolezza a qualcosa che ormai accompagna gran parte della nostra vita quotidiana.
Perché gli algoritmi non sono nati con ChatGPT e nemmeno con i computer: hanno una storia lunga migliaia di anni. E conoscerla aiuta anche a capire meglio il presente.
Per approfondire
- Marcello Frixione e Daniele Porello, Che cos’è un algoritmo, Carocci Editore, 2026: https://www.carocci.it/prodotto/che-cose-un-algoritmo
- Festival della Scienza di Genova: https://www.festivalscienza.it/












